QUIRINALE: XLITE CONTINUA AD ILLUMINARE LE FONTANE DI ROMA

XLITE, dopo aver illuminato Fontana di Trevi ed aver partecipato alla ristrutturazione della scalinata di Trinità dei Monti, continua la sua collaborazione con la città di Roma studiando nuove luci ad immersione per la Fontana dei Dioscuri, più comunemente conosciuta come la Fontana del Quirinale.

CENNI STORICI:

La fontana attuale fu realizzata nel 1818 da Papa Pio VII Chiaramonti (1800-1823) con il rimpiego di un grande bacino antico proveniente dal Foro Romano ed è il risultato di una serie di trasformazioni che interessarono quest’area a partire dalla seconda metà del Cinquecento, quando divenne dimora estiva dei pontefici e poi con Roma Capitale prima residenza del re e quindi del Presidente della Repubblica.

Nel 1589 venne posizionata ai piedi delle statue una prima fontana, servita dall’acquedotto Felice, costituita da un bacino polilobato che presentava al centro un balaustro su cui poggiava un catino circolare. La fontana fu rimossa nel 1783 in previsione di una diversa sistemazione della piazza.

Nel 1786, infatti, papa Pio VI Braschi (1775-1799) fece collocare tra le statue dei Dioscuri, su progetto dell’architetto Giovanni Antinori (1734-1792), l’obelisco egizio in granito prelevato dal Mausoleo di Augusto in Campo Marzio.

Solo nel 1818, come recita l’iscrizione apposta da Pio VII Chiaramonti (1800-1823), fu realizzata la nuova fontana con il reimpiego della tazza antica in granito, poggiato su un poderoso basamento che lo solleva dalla vasca; consulente dell’operazione fu Raffaele Stern (1774-1820), il noto architetto del Braccio Nuovo del Museo Chiaramonti in Vaticano e del restauro del Colosseo.

La grande tazza in granito di reimpiego (labrum), costituisce l’elemento più prezioso della fontana. Di provenienza termale, fu rinvenuta nel 1588 in campo Vaccino, presso la chiesa dei SS. Luca e Martina, dove rimase fino a quando il 22 ottobre 1593 fu deciso di destinarla alla realizzazione di una fonte nel Foro Romano, vicino alle tre colonne del Tempio dei Castori. Con il tempo la vasca si riempì di rifiuti e melma e alla fine del Settecento risultava di nuovo semisepolta. Dopo un nuovo lungo interro, nel 1816 la tazza fu scavata per essere reimpiegata nella fontana del Quirinale.